Ho sempre creduto che un oggetto elettronico o una periferica per pc, tipo una scheda audio, una volta acquistati divengano di totale proprietà dell’utente, e che questo può modificarla a proprio piacimento. E’ una pratica diffusa, soprattutto per quei prodotti, come le schede audio Creative, che hanno dei driver ufficiali di scarsa qualità, che sfruttano male l’hardware e spesso hanno molte funzioni bloccate. E spesso il motivo per cui si usano driver di terze parti o scritti di proprio pugno è proprio questo: le case produttrici per differenziare modelli in vendita identici inibiscono le funzioni evolute sui modelli base. In molti casi si può acquistare un hardware di fascia bassa e trasformarlo tramite il giusto driver (o firmware) nella periferica più costosa di fascia superiore.
Vi faccio un esempio: tempo fa acquistai un router adsl della D-Link, il 302T, e visto che faceva pietà (continuava a scollegarsi e reggeva solo un certo numero di connessioni) l’ho trasformato nel modello superiore 502T tramite firmware di provenienza russa. Un altro pianeta: da modem usb “potenziato” che era il 302 è stato trasformato in un vero router con nat, dhcp, reindirizzamenti delle porte e quant’altro.
Altro esempio classico: molti masterizzatori con il giusto firmware (spesso di altre marche: le diverse case vendono spesso lo stesso hardware con la sola differenza di driver) si trasformano in modelli più veloci, o comunque vanno a scrivere in modo differente i vari supporti (cambiano le impostazioni del laser).
Recentemente la Creative Labs, produttrice delle schede audio SoundBlaster, ha intrapreso azioni contro alcuni utenti che da anni distribuiscono driver non riconosciuti dalla casa madre. Secondo Creative infatti è diritto della casa produttrice inibire alcune funzioni in alcuni modelli per ragioni di mercato. Sempre secondo Creative, il comportamento di chi distribuisce driver e chiede donazioni sul proprio sito o percepisce denaro da sponsor è illegittimo e sotttrae illecitamente profitto.
Innanzitutto credo che Creative dovrebbe, prima di compiere azioni simili, rivedere seriamente il proprio sistema di rilascio e distribuzione dei propri driver. Da sempre il servizio di supporto fornito è pessimo. I driver, raramente aggiornati, fanno pena nella maggior parte dei casi, e le schede SB hanno sempre funzionato meglio con driver di terze parti. Inoltre Creative fornisce su web solo aggiornamenti e non consente di scaricare i core dei driver. Questo significa che se non avete il cd con i driver quando installate una SB in un nuovo sistema, o dopo un bel format, dovrete impazzire per trovarli sul web.
Mia esperienza: ho una MP3+ USB, era ferma in un cassetto inutilizzata da tempo quando ho deciso di installarla. Non è stato possibile trovare in rete un’installazione dei driver originali. Ho dovuto scaricare vari file .sys, .inf e .dll e fare un vero e proprio hackeraggio per farla funzionare. Poi ho trovato dei driver non originali e magicamente l’audio ha cominciato a sentirsi meglio, eliminato ogni fruscio digitale e le applicazioni audio mi sembrano rispondere più velocemente (forse un’impressione, però…).
Io resto della mia: una volta comprato un aggeggio elettronico lo uso come voglio, modificandolo come mi pare. In genere per “moddare” una periferica ci vuole comunque conoscenza, ricerca, e tempo: si tratta comunque di operazioni che in pochi affrontano e che spesso giustificano la spesa per il modello superiore. Nel caso Creative, in cui alcuni utenti si sbattono per migliorare i driver di pessima qualità forniti dal produttore, rendendo buoni alcuni prodotti che altrimenti hanno prestazioni indecenti, il comportamento del produttore è al limite del vergognoso.
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